giovedì 29 marzo 2018

Burrocacao: meglio evitare alcune marche!

 
Il burrocacao è un prodotto utilizzato da tutti, uomini, donne e bambini. Ci siamo mai chiesti se gli ingredienti che mettiamo sulle nostre labbra siano da evitare o meno?
Se lo è chiesto, in laboratorio, Altroconsumo ed i risultati fanno riflettere: la maggior parte di quelli costosi è "da evitare".
Questa la lista:
- Labello classic e Labello sun protect (1,46 e 2,35 euro)
- Vichy Aqualia thermal (6,00 euro)
. Yves Rocher balsamo labbra alla macadamia (1,95 euro)
- Neutrogena Stick labbra ( 3,24 euro)
- Le petites marseillais stick ( 3,19 euro)
- La Roche Posay nutritic (6,00 euro)
- Eucerin stick (5,90 euro)
- Carmex classic (4,77 euro)
- Boiron Homeostick (6,12 euro)
- Balmi supercube (2,99 euro)
- Avene cold cream stick (8,48 EURO)
- Aptonia (DECATLHON) 1,29 EURO

Il migliore del test ed il migliore acquisto risulta essere lo stick di LIDL Cien a 0,99 euro.

Come risparmiare volendosi bene!

lunedì 26 marzo 2018

Conviene ancora AMAZON PRIME?



 
Dal 4 aprile 2018 il costo di Amazon Prime passa da 19,99 a 36,00 euro.
Riflettiamo: la cosegna standard, ossia quella senza Prime, prevede la spedizione gratuita in 3-5 giorni lavorativi (sui prodotti venduti e spediti da Amazon) per ordini superiori ai 29,00 euro. Se non abbiamo bisogno di quella merce con particolare urgenza e fai un acquisto di importo superiore a 29,00 euro, a cosa serve Prime? E sopratutto non è affatto conveniente a queste condizioni. Il servizio Prime potrebbe essere utile solo se in un anno facciamo circa 10/12 ordini inferiori a 29,00 euro. Ricordiamo anche che le spedizioni senza Prime costano dai 2,90 euro ai 3,90 euro.
Solo chi sottoscriverà per la prima volta Amazon Prime entro il 4 aprile 2018, avrà diritto all'importo di 19,99 per un anno.
A voi la scelta!

martedì 27 febbraio 2018

Smagliature: nessun prodotto funziona!

 

Tutte noi donne a seguito di gravidanze o a cambi di peso, presentiamo sul corpo smagliature più o meno diffuse.
Mi sono sempre chiesta, esistono prodotti che possano rimediare al problema?
Un dermatologo mi ha dato la risposta: nessun prodotto esistente sul mercato può riparare queste "lacerazioni" della pelle.
Il dr. Massimo Sartori di Milano riferisce quanto segue: "Essendo la smagliatura una lesione, seppur superficiale del derma, e' evidente che i preparati cosmetici non possono arrivare a trattare la lesione a livello degli strati dermici; i cosmetici possono senz'altro migliorare l'aspetto della pelle in generale, ma non trattare una vera e propria "cicatrice"........."Tutte le forme di collagene (animale o sintetico) somministrate per via topica (le creme) o infiltrativa non servono alla riparazione del tessuto, poichè le cellule (i fibroblasti) producono le proteine tra le quali il collagene,dall'unione dei costituienti primari (esempio gli aminoacidi) e non riconoscono sostanze gia' ultimate, appunto il collagene somministrato"......"La tecnica che oggi offre i migliori risultati è senz’altro la tecnologia Laser".
Desumo pertanto che tutti i preparati esistenti sul mercato sono inutili.
I prodotti ad esempio Somatoline, Lierac, Rilastil contro le smagliature dal costo che va dai 31,00 euro per un flacone da 200 ml (Somatoline) ai 19,90 e 21,90 di Lierac e Rilastil per 75 ml, sono stati esaminati dai laboratori di Altroconsumo e ritenuti "migliorabili", nel senso che contengono ingredienti sconsigliati per il tipo di prodotto e di utilizzo previsto (BHA, cessori di formaldeide, propylparaben, sostanze allergeniche, butylphenyl methylpropional).
In conclusione questi prodotti non solo sono costosi e non risolvono il problema, ma possono causarne di nuovi.

martedì 2 gennaio 2018

Colesterol act plus: integratore o farmaco?



Ho notato negli ultimi tempi la pubblicità di un nuovo integratore alimentare: il Colesterol act plus. Incuriosita da questo prodotto che riduce il colesterolo e regolarizza la pressione, ho letto gli ingredienti e mi sono chiesta: è un integratore alimentare o un vero e proprio farmaco?
Contiene, tra l'altro, 10 mg di MONACOLINA K del riso rosso fermentato. E' risaputo ormai che la monacolina k è una vera e propria statina ossia una lovastatina. Come tale pertanto non può essere utilizzata da tutti, ma solo dietro prescrizione medica. Ho già esposto nel post sul riso rosso fermentato, le riserve dei ricercatori sulla sua sicurezza, così come pubblicato sulla rivista Annals of Internal Medicine alcuni ricercatori italiani, coordinati da Fabio Firenzuoli, direttore del Centro di medicina naturale dell’Asl 11 di Empoli.
Il dottor Davide Ventre, cardiologo,  dopo la visione di questo spot pubblicitario e sull'allusione che la monacolina sia una statina naturale, così risponde: " non esiste la Statina naturale! Non è vero che se la statina è ottenuta da precursori (come la Monacolina) allora è naturale e non fa “male” come le statine “farmaceutiche”. La Statina è una sola! Esistono, in commercio, pochi prodotti realmente naturali, e che riducono il colesterolo senza l’ausilio della Monacolina; questi sono stati inoltre approvati e, in un certo senso, patrocinati dalla SIC (Società Italiana di Cardiologia), i cui vertici non si esporrebbero assolutamente in situazioni che potrebbero nuocere alla propria credibilità come una delle più famose ed importanti società scientifiche nel mondo".

venerdì 1 dicembre 2017

Puressentiel: inquina l'aria!



Ho notato la pubblicità di questo prodotto che purifica l'aria di casa: Puressentiel ai 41 oli essenziali, ho avuto subito delle perplessità. Mia madre mi ha sempre insegnato che tutte le mattine bisogna fare un ricambio d'aria in casa, non solo, su varie riviste si dice che aprire le finestre tutti i giorni è importante per evitare l'accumulo di random in casa, un gas naturale che causa problemi di salute. Eppure questa pubblicità ci dice il contrario, ossia che anche qualora non dovessimo seguire la sana abitudine di aprire le finestre basterebbe uno spray ai 41 oli essenziali per risolvere il problema...
Allora mi chiedo come mai sulla confezione ci sono queste indicazioni:
"Evitare il contatto con la pelle e gli occhi - Evitare di spruzzare in presenza di bambini di età inferiore ad 1 anno. Attendere 30 minuti prima di far entrare i bambini nella stanza - Conservare fuori della portata dei bambini - Conservare lontano da fiamme e scintille - Non mangiare, non bere né fumare durante l'impiego. Conservare lontano da alimenti o mangimi e da bevande. In caso d'ingestione consultare immediatamente il medico e mostrargli il contenitore o l'etichetta. Leggere le istruzioni allegate prima dell'utilizzo. Smaltire il recipiente o il prodotto non usato in conformità alla regolamentazione locale. Nel caso in cui il prodotto non sia stato smaltito, il riciclo del recipiente sarà vietato. Non gettare i residui nelle condotte fognarie. Conservare a una temperatura inferiore ai 50°. Leggere le istruzioni prima dell'uso"
Non solo, ricordo un vecchio articolo di Altroconsumo che precisava:
Abbiamo segnalato per pubblicità ingannevole all’Autorità garante un deodorante per ambiente, Puressentiel spray ai 41 oli essenziali, che purificherebbe l’ambiente, limitando l’insorgere di irritazioni. Secondo il produttore questo spray migliorerebbe la qualità del sonno, ucciderebbe tutti i germi e gli acari della casa rendendo l’aria più pura e più sana.
Niente di più falso
L’aria degli ambienti chiusi non si purifica aggiungendo sostanze, per quanto naturali come gli oli essenziali, ma soltanto favorendo il ricambio d’aria e l’apporto di ossigeno dall’esterno, persino nelle città inquinate. In generale, lo abbiamo detto più volte, usare deodoranti per ambiente o incensi, non fa altro che aggiungere sostanze chimiche nell’aria degli spazi chiusi, favorendo la possibilità di sviluppare allergie (si stima che circa uno/due europei su cento sviluppino allergie per via dei profumi contenuti nei prodotti). Questi spray, dunque, non rendono l’aria migliore, ma la inquinano.

martedì 9 maggio 2017

Libramed Aboca: attenzione!


In questo periodo ho visto più volte in tv la pubblicità del nuovo prodotto di Aboca denominato Libramed, essendo comunque un integratore alimentare che sostiene di poter trovare impiego in malattie come l'ipercolesterolemia e l'iperglicemia, ho voluto approfondire l'argomento.
Uno dei principi di Libramed è il glucomannano, unitamente ad altri composti, quindi nulla di nuovo o eccezionale, non è mio compito criticare o meno la bontà del prodotto, però vorrei attirare l'attenzione sui suoi effetti collaterali e sulle sue controindicazioni, non poche direi, per essere solo un integratore.
Questo quanto reperito su di un sito specializzato, ma anche su altri:
"Alcune persone in condizioni di salute particolari potrebbero avere la necessità di ridurre l'apporto di fibre nella propria dieta. In questo caso l'assunzione di glucomannano potrebbe non essere indicata, ma bisognerà comunque chiedere e seguire il parere del proprio medico. L'assunzione di glucomannano è sconsigliata in allattamento e gravidanza.
Chi soffre di problemi all'esofago e all'intestino dovrebbe consultare il proprio medico prima di pensare di poter assumere il glucomannano senza problemi. Attenzione all'abuso di glucomannano: potrebbe portare a flatulenza, dolori addominali, gonfiore e diarrea.
Dato che il glucomannano abbassa la glicemia, i pazienti che soffrono di ipoglicemia dovrebbero fare attenzione. La raccomandazione è comunque quella di associare ad una dieta sana dell'attività fisica regolare e costante per favorire la perdita di peso quando è necessaria.
Attenzione il glucomannano interferisce con altri farmaci, pertanto sarebbe meglio assumerlo a distanza di 1/2 ore prima del farmaco abituale.
Il glucomannano riduce l'assorbimento di vitamine, sali minerali ed altri nutrienti.
Può causare senso di soffocamento a causa del suo rigonfiamento nel tratto gastrointestinale. 
E' controindicato nel caso di reflusso gastroesofageo, ernia iatale, ulcera duodenale e ulcera gastrica.
Deve essere assunto per periodi brevi."
Il costo è piuttosto rilevante: 39,80 euro. 
Ciò che più mi preoccupa è la possibilità di utilizzarlo nei bambini al di sopra degli 8 anni.

mercoledì 26 aprile 2017

Business farmaci: omeopatia.....addio!



Ho già parlato in passato dell'argomento, ma a seguito delle ultime notizie vorrei integrarlo con nuovi dati.
E' certo, grazie alla campagna volta a screditare l'omeopatia, che quest'ultima abbia perso molto terreno, tant'è che io stessa e molte altre persone non riescono più ad acquistare prodotti una volta facilmente reperibili.
Lo studio australiano che ha affondato l'omeopatia, naturalmente, è stato finanziato dalle case farmaceutiche che negli anni hanno visto ridurre i propri guadagni grazie al sempre maggior numero di persone che sostituiscono prodotti da banco e non con quelli omeopatici.
Finalmente dopo queste campagne diffamatorie, continue e costanti negli anni, ce l'hanno fatta: è diventato molto difficile curarsi con l'omeopatia perchè i preparati non si trovano più o quasi.
Non intendo entrare nel merito di una materia che richiede competeneze mediche che non ho, ma voglio riportare l'esperienza di molte persone (che conosco personalmente) che grazie a questa medicina hanno migliorato problemi di salute rilevanti.
Caso n. 1: frattura scomposta femore e testa del femore con pseudoartrosi (difficoltà a calcificare) trattata anche con bifosfanti senza alcun esito. Come ultima spiaggia e contro il parere dell'ortopedico, la persona in questione ha usato symphytum 6ch, dopo 45 giorni di utilizzo ha sviluppato un sostanzioso callo osseo con grande meraviglia dell'ortopedico.
Caso n. 2: donna anziana con pesanti attacchi di panico, dopo aver utilizzato vari farmaci che hanno debilitato non poco la persona, come ultima spiaggia è stato utilizzato gelsenium 200 ch, dapprima gli attacchi avevano la stessa frequenza ma una minore intensità, nel tempo si sono diradati, seppur non scomparsi del tutto.
Caso n. 3: giovane donna con diagnosi di connettivite indifferenziata (malattia autoimmune che causa fortissimi dolori osteoarticolari) che utilizzava dosi rilevanti di cortisone, ha ridotto quest'ultimo utilizzando arnica 200ch tubo dose.
Caso n. 4: sedicenne in procinto di affrontare un pesante intervento chirurgico volto alla rimozione del dente del giudizio, occluso e con radici ad uncino...prima dell'intervento ha assunto arnica 200 ch tubo dose, riducendo l'emorragia ed il dolore, nonchè ha accellerato la guarigione dei tessuti.
Vorrei sottolineare infine che questi preparati hanno un costo irrisorio, quindi non fanno business: arnica 200 ch tubo dose costa euro 5,00; symphytum 6 ch costa euro 12,00; gelsenium 200 ch costa euro 6,30.

venerdì 31 marzo 2017

Ospedali: batteri killer e negligenza sanitaria!


 
Leggendo l'articolo su alcune morti sospette avvenute in ospedale, tutti pazienti che occupavano lo stesso letto (n. 8), mi sono venute in mente alcune scene alle quali ho assistito personalmente in ospedale.
Mio malgrado assistendo un familiare in ospedale, mi sono accorta che un paziente era deceduto (da qualche ora), ho chiamato i medici e sono uscita dalla stanza.
Dopo circa un'ora il cadavere è stato portato via ed il letto cambiato, lenzuola, federa e copri materasso compresi.
Premetto che eravamo in inverno e il poveretto aveva anche delle coperte addosso, ebbene queste coperte sono state date ad un malato che aveva freddo e non ne disponeva.
Preciso che il cuscino non è stata sterilizzato ma riutilizzato subito, seppur senza federa.
La cosa mi ha davvero sconvolta, la leggerezza del gesto da parte del personale sanitario e le possibili implicazioni sanitarie mi hanno fatto riflettere su come sia certo che la maggiore fonte di infezioni sia proprio l'ospedale.

martedì 28 marzo 2017

Abiti e scarpe che ci fanno ammalare!



A seguito di una interessante conversazione con un'oncologa ho deciso di approfondire l'argomento da quest'ultima suggerito. L'oncologa in questione mi parlava dell'estrema tossicità che in alcuni casi provoca il cancro delle sostanze contenute in vestiti e scarpe.
Ho approfondito l'argomento partendo dai prodotti su bancarelle di produzione cinese fino ad arrivare ai grandi marchi.
E' certo ormai che i prodotti cinesi contengono sostanze altamente dannose per la salute come formaldeide, piombo, cadmio, nichel, ftalati....
Attenzione però anche ai grandi marchi, perchè quando leggiamo sulle etichette “made in Italy” non abbiamo la certezza che il prodotto sia stato realizzato interamente nel nostro Paese. Una azienda può fabbricarlo in Cina, dove non ci sono controlli e poi spedirlo in Italia per gli ultimi ritocchi.
Se crediamo poi che acquistare fibre naturali come il cotone o la seta ci metta al sicuro è sbagliato, perché non è tanto la materia prima utilizzata a essere incriminata, ma i processi di lavorazione che questa subisce, e i materiali con cui viene trattata prima di finire sullo scaffale /bancarella / cassetto : coloranti, sbiancanti, fissatori, anti-piega, antiossidanti, ammorbidenti, detergenti, antistatici, antimuffa, stabilizzanti, solubilizzanti e ignifuganti funghicidi che nel prodotto finale lasceranno inevitabilmente tracce, più o meno elevate, di  sostanze tossiche, molte delle quali fortemente allergizzanti, alcune potenzialmente cancerogene.
Se pensiamo di superare il problema rivolgendoci ai tessuti bio, sbagliamo nuovamente, spesso la dicitura “bio” o “organico” sull’etichetta non corrisponde a verità o è riferita a una percentuale marginale di fibra. Succede anche che sia “bio” il cotone ma non la lavorazione effettuata, non essendo ancora state definite chiare procedure di controllo come nel settore alimentare. In altre parole si tratta spesso solo di pubblicità.
I capi colorati, soprattutto neri, blu e in parte anche rossi, sono senz’altro quelli più pericolosi perché potrebbero nascondere anche tracce di nickel.. 
Una ricerca effettuata da Greenpeace ha rilevato la presenza dell’NPE in due terzi dei capi di abbigliamento testati, compresi quelli di grandi e noti marchi multinazionali che hanno sedi di produzione extraeuropee. Questa sostanza attacca gli ormoni, minacciando la fertilità, la crescita e lo sviluppo sessuale.
Il quadro delineato è piuttosto allarmante e ci tornerò non appena avrò acquisito nuovi dati.

giovedì 23 marzo 2017

Plastica: maschi che diventano femmine!



Ho approfondito un argomento che mi turbava da molto tempo: la femminilizzazione diffusa grazie ai componenti rilasciati dalla plastica.
Se ne parla poco, dato il business che ruota attorno a questi prodotti, ma la diffusione è tale che il genere umano si estinguerà sicuramente se la femminilizzazione degli uomini progredirà a dismisura!
Il discorso è complesso, cercherò di sintetizzarlo al massimo.
Tutti o quasi i prodotti alimentari e non, contengono ftalati,  rilasciati dai loro contenitori. Questo l'elenco non esaustivo: tonno in scatola, salumi, formaggi, insalate, acqua minerale (nelle bottiglie di plastica) i contenitori da fast-food, pasti destinati alle scuole e agli ospedali, te, ciucci, biberon, presidi medici per neonati, lattine, succhi di frutta, bevande al cioccolato, pentole in pietra.
Il problema della femminilizzazione ha già colpito il mondo animale (pesci e alcuni grandi rettili)e sta colpendo in questi anni anche gli uomini.
Queste le considerzioni del programma "Ciao maschio" su Rai3:
" La femminilizzazione del maschio non è fantascienza, è diventata una realtà sulla quale studiano gli scienziati di mezzo mondo.
Quali possono essere le cause? Secondo molti ricercatori vanno cercate non tanto nelle grandi fonti di inquinamento del pianeta, ma nei banali oggetti che popolano la nostra vita quotidiana e nelle sostanze chimiche che possono interferire con il  nostro sistema ormonale. E sfortunatamente, questi potenziali interferenti endocrini possono essere quasi ovunque.
Il nostro futuro è a rischio? E che fine faranno gli uomini?"
Bisognerà sicuramente "tornare indietro" per poter "andare avanti" diceva mia madre!